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Ada D' Aries
Ovvero ipotesi e riflessioni sulla possibilità di una realizzazione femminile di tipo primordiale
Pagine: 168
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Gli antichi e misteriosi culti di Iside, di Cibele, di Demetra, di Freya, di Astarte, di Semele, di Diana, di Nut e molti altri, sono ancora oggi quasi del tutto sconosciuti agli storici ed agli studiosi delle forme religiose ed iniziatiche dei popoli antichi.
È ragionevole pensare che tali culti fossero in molti casi delle forme misteriche, riservate nel modo più rigoroso alle donne, che furono sempre protette da un velo di riservatezza e di silenzio se possibile ancor più fitto delle corrispondenti tradizioni iniziatiche maschili.
In questo testo l’Autrice affronta proprio la questione del significato profondo dei sopracitati misteri, nell’ipotesi che essi siano, al di là delle differenze contingenti, tutti manifestazioni di un’unica corrente iniziatica femminile, la cui origine potrebbe persino risalire all’inizio dei tempi.
Tale tradizione avrebbe avuto infatti il senso di permettere a quelle poche e fortunate donne, che ne fossero state degne, di raggiungere la Luna, ovvero l’archetipo femminile della Grande Dea, che è la madre amorosa ed eterna da cui tutto il cosmo è stato generato.
E proprio a questa Dea si dovrebbe riferire l’espressione della vera femminilità, libera da condizionamenti, da vincoli, da problemi, da sensi di colpa e da moralismi, quale forse fu la femminilità delle donne di tempi talmente antichi che oggi se ne è perduto persino il ricordo.
Una femminilità il cui raggiungimento potrebbe significare l’aver ritrovato in modo stabile il contatto con la parte più profonda di se stesse.
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